Ad Ali spiegate, recital musicale con il coro GardArt

Ad Ali spiegate, recital musicale con il coro GardArt

18 Novembre ore 15.30, Legnago, chiesa parrocchiale di Porto Piano, voci, con la straordinaria presenza del coro GardArt. Regia: Come può un corpo che lavora chino su un campo per 10 o 15 ore al giorno, lontano da casa, ridotto in schiavitù come una bestia, come può questo corpo avere ancora voglia e fiato per cantare? Forse quel corpo straziato in effetti la voglia non l’avrebbe, se non fosse per la spinta che gli arriva dall’interno, se non fosse per l’anima, che ancora spera, che comunque prega, che nonostante tutto canta. Coprendo con il termine di “missione evangelizzatrice” le piaghe che infligge all’uomo nero, l’uomo bianco gli parla di Gesù, della croce e, forse per far tacere improbabili sensi di colpa, gli racconta le storie della Bibbia, di Mosè, di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. E l’uomo nero, invece di mandarlo alla malora, lui e la sua Bibbia, ci crede, anzi vuol saperne di più e tra le righe del Vecchio e del Nuovo Testamento legge anche la sua storia di deportato, di esule, di schiavo e sente che anche per lui si apre la porta di una speranza: se Dio ha liberato il popolo ebreo dalla schiavitù d’Egitto, libererà anche il suo popolo. E quella vicenda orrenda di schiavitù, di tratta umana, di commercio di braccia e mani, di cui l’uomo europeo cristiano si macchia, senza vergognarsene e pentirsene mai abbastanza, produce un frutto inaspettato e paradossale: il canto spiritual. E così lo schiavo nero insegna al padrone bianco cosa significhi essere davvero cristiano, sublimare la sofferenza con la fede, farsi davvero come Cristo in croce portatore di senso e di speranza, anche in mezzo allo sporco degrado delle catene. In questo recital si vuole tracciare il filo rosso di quella cultura musicale chiamata “negro-spiritual”, nata nell’America del ’700 e dell’800 e che sta all’origine del gospel, del blues e del jazz moderno, in cui musica e fede diventano ali spiegate verso la...

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La Passione di Maria con il coro GardArt Chiesa Parrocchiale di Povezzano

La Passione di Maria con il coro GardArt Chiesa Parrocchiale di Povezzano

27 Ottobre ore 20.45 Chiesa parrocchiale di Piovezzano Pastrengo VR Piano, Voci con la straordinaria presenza del coro GardArt Progetto registico di Walter Peraro con Laura Gambarin, pianoforte e arrangiamenti musicali Gianluigi La Torre e la partecipazione straordinaria del coro “Gardart” La passione di Maria; ovvero la passione di Gesù vissuta da Maria, dalla madre, da colei che vive la vicenda con un dolore insopportabile perché contro natura. Più conosciuta con il primo verso “Donna del paradiso”, è la più nota “lauda” di Jacopone Da Todi, francescano vissuto nella seconda metà del 1200, il più antico esempio di lauda drammatica giunto sino a noi, di grande rilevanza storico-linguistica per essere uno dei primi testi scritti in italiano volgare. L’idea registica di Walter Peraro è di presentare questa lauda in un’ inedita forma recitata e cantata, con brani musicali scelti dal repertorio religioso classico (Laudario di Cortona del sec. XIII, Monteverdi, Grancini, Pergolesi, ecc.), mottetti spirituali del ‘500 e altri brani sacri, eseguiti con arrangiamenti moderni dagli stessi attori e da un coro di 45 elementi formatosi appositamente per questo progetto. Maria si muove lungo un percorso rettilineo in una strada senza ritorno che la porta alla croce facendole vivere la sua personale via crucis, immersa in un ampissimo abito rosso che la costringe a camminare solo in avanti e che diventa simbolo del sangue che dalla morte di Gesù, attraverso la madre, si riversa su tutta l’ umanità assetata di salvezza. Arriverà ad abbracciare la croce fino a raccogliere nel pianto il sangue del figlio sparso per la redenzione degli uomini, che è al tempo stesso il dolore di tutta l’ umanità di cui lei si fa portavoce. Dialogano con Maria il Nunzio, che secondo antiche tradizioni, sarebbe lo stesso angelo dell’ annunciazione, Gesù che, voce fuori campo, la aiuta ad accettare la sua morte e il coro, simbolo dell’ intera umanità, che con il canto fa da corona al suo...

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In nome della Madre, Palosco, BG, Centro Pastorale Paolo VI

In nome della Madre, Palosco, BG, Centro Pastorale Paolo VI

Interpreti Laura Gambarin e Gianluigi La Torre. Produzione Gardart Il vento di Marzo l’avvolse e lasciò in lei un seme: in pochi minuti Miriàm/Maria da ragazzina diventa donna senza conoscere uomo. “In nome della madre” racconta le tre declinazioni di un amore immenso e viscerale: quello tra Giuseppe e Maria, capaci di sfidare il mondo intero per salvare la loro famiglia; quello tra madre e figlio, che si conoscono attraverso la “condivisione/comunione” del corpo e del sangue e che, benché si separino fisicamente al momento del parto, rimangono legati nello spirito per sempre; e in ultimo l’amore di Dio verso gli uomini, un amore che semina vita attraverso il vento, un amore conosciuto da Maria nella fede del cuore e corrisposto da quella sua muta accettazione che ha la forza incrollabile di un sì senza domande. Una storia vera, fatta di carne e sangue perché narrata in prima persona dalla donna, dal suo punto di vista, e sconvolgente proprio perché scritta dalla penna di un uomo. Un uomo che scrive di una donna che difende la vita anche a costo della morte. Rapita dalla bellezza di questo racconto, raccolgo il testimone e lo restituisco, da donna, nel linguaggio che meglio conosco, quello della “parola recitata”, una parola che, nonostante i passaggi intermedi, tende ostinatamente a restare fedele alla Scrittura. Il prodigio della notte di Natale diventa in questo monologo il parto di una vergine sola contro il resto del mondo, ma incastonata come un diamante tra il Padre e il...

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