Il Cantico dei Cantici, Verona, Basilica di Santa Teresa

Il Cantico dei Cantici, Verona, Basilica di Santa Teresa

Interpreti Laura Gambarin e Gianluigi La Torre.

Produzione Gardart

Lui, lei, l’Altro… e se si iniziasse col dire che il Cantico dei Cantici, l’inno all’amore per eccellenza ha non due, bensì tre protagonisti? In effetti, due sono facili da individuare: un uomo e una donna, due giovani innamorati che si scambiano parole dolci, dichiarazioni sensuali ed appassionate e si abbandonano in deliziose descrizioni dell’amore. E l’Altro… in realtà, non si tratta di un altro essere umano, ma di Dio. La presenza di Dio, infatti, è costante, benché non sia mai rivelata in nessun punto del testo, anzi, Dio in questo splendido e famosissimo testo biblico non è nemmeno nominato; e già questo paradosso basterebbe ad agganciare la nostra curiosità. In questi versi senza trama, la pura relazione tra un uomo e una donna è la realizzazione, l’incarnazione dell’amore, che a sua volta sta alla base della vita; per questo motivo Dio non può non essere presente, è Lui che li ha creati vicini, perché si unissero e si moltiplicassero, perché diventassero un solo corpo e una sola anima e la Sua presenza è inestricabilmente parte del loro amore. L’AMORE, dunque, con tutte le lettere maiuscole, è un legame indissolubile, in cui due corpi e due anime, poggiati nell’incavo della mano di Dio, dialogano al ritmo dei respiri, dei pensieri; quell’amore si fa poi fuoco che travolge e brucia, che fa ammalare, che fa fremere dal brivido dell’impazienza e tremare dal terrore di perdersi. Del Cantico dei Cantici è stato detto che “se Dio non avesse consegnato al popolo ebraico la Toràh (la Legge), sarebbe bastato questo Cantico di tutti i Cantici per governare il mondo”.

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