Il volto bello della Bibbia

Epistolario teatrale e musicale dal libro di Don Tonino Bello “Ad Abramo e alla sua discendenza”
L’ espediente non è nuovo. Quello di ricorrere alla finzione epistolare per mettersi in contatto con i personaggi della storia. Forse, però, è la prima volta che si scrive ai personaggi della Bibbia e per giunta del Vecchio Testamento, allo scopo di leggere, attraverso vicende lontane, il senso di certi avvenimenti vicini e, conversando familiarmente con loro, cercare di interpretare alcuni tra i nodi più cruciali della nostra civiltà contemporanea. Questa carrellata di storie universali e umanissime si prefigge in sostanza un solo scopo: promuovere la tenerezza. Alcuni tra i temi più cari a don Tonino Bello, la pace, la libertà, l’ umiltà, il servizio, la fede, il perdono, legati insieme dal filo della tenerezza. Lo spettatore si troverà a chiedersi se si tratta di esegesi della Bibbia attraverso la vita, o piuttosto esegesi della vita attraverso la Bibbia. E forse verrà anche il dubbio che queste lettere siano state imbucate dal passato per arrivare giusto al cuore di ciascuno di noi. Lo scritto si fa voce recitata per rendere, se fosse possibile, ancora più confidenziale e schietto il tono di queste lettere, condendo la prosa altissima dell’ autore con canzoni e brani musicali tra i più amati da Don Tonino.

 

LETTERE DEI NOSTRI AMICI A DON TONINO:

-”CARO DON TONINO, ti chiamo così perché nella tua via hai sempre voluto essere chiamato in modo confidenziale e non con titoli più blasonati, come Mons. Antonio Bello, Vescovo di Molfetta. Essere chiamato semplicemente don Tonino era il tuo modo di entrare in relazione “alla pari”, era il tuo modo di metterti faccia a faccia, direi meglio “volto a volto” con i tuoi numerosi interlocutori. Di te ho tanto sentito parlare, qualcosa nel passato avevo letto, specie qualche tua preghiera o qualche anedotto. Solo recentemente stimolato anche dalla ricorrenza dei vent’anni della tua morte, dai diversi libri usciti per l’occasione, dall’aver incontrato persone che ti hanno conosciuto e, ultimo solo in ordine di tempo, avendo assistito al recital “Il Volto Bello della Bibbia”, ho avuto l’opportunità di conoscerti meglio. Nella tua vita hai parlato e scritto molto, ma soprattutto hai dato testimonianza di che cosa vuol dire vivere da cristiani e che cosa significa “pregare”. Hai dialogato con tante persone, umili o potenti, addirittura con Padri della Chiesa, come Abramo! Ecco, oggi, vorrei anch’io molto semplicemente mandarti una lettera con cui farti una preghiera. Tu hai tanto pregato per la pace, per i giovani, per le famiglie, per i poveri, gli ammalati, per i potenti della terra, cercando di arrivare al loro cuore. Ecco, nella mia preghiera vorrei anch’io chiederti di essere aiutato a cambiare “il mio cuore e i miei occhi” per sentire e vedere in modo diverso gli altri, il mondo, il creato, perché penso che solo incominciando a cambiare dal profondo del nostro cuore, possiamo cambiare il mondo, costruire la pace, valorizzare la vita di ogni essere umano, rispettare tutto ciò che Dio ha creato. Caro don Tonino, aiutami e aiutaci a cambiare il nostro cuore, da lì può partire il cambiamento del mondo. Un abbraccio”.

Piero:” CARO DON TONINO, ti ho risentito e visto vivo ieri sera grazie a Laura e Gianluigi: che emozione! Come avrà fatto la tua mamma francescana a crescerti così pieno di BENE da averne per tutti sempre? E’ così difficile oggi per noi genitori fare innamorare di Gesù i nostri figli. Sento ancora la carica di energia positiva che scaturiva dall’incontro con te: anche in mezzo a tanta gente ciascuno riceveva, in modo speciale per lui, il tuo sguardo profondo, il sorriso avvolgente, la stretta di mano forte e amica e una parola BUONA che dava forza per la vita. Ti parlo e ti sento ancora vicino. Aiutaci a fare pace nelle relazioni, cominciando dalla famiglia. Grazie per sempre”.

Marisa:” CARO DON TONINO, tu sei un esperto di lettere, tutte quelle che hai scritto mi sono piaciute davvero molto. Quindi ti chiedo scusa se approfitto dell’ occasione e te ne scrivo una io, ma la gioia di poterlo fare ha vinto la sfida, superando di gran lunga il senso di timidezza. E poi mi sembra davvero bellissimo riuscire a scriverti proprio oggi che è la festa degli innamorati; Ho sempre creduto che questa “categoria” ti rappresenti benissimo, perché è proprio così che ti vedo. Anche tu sei un innamorato, della vita, degli ultimi, dei grandi ideali, dei sogni, di Dio. Questo è il grande amore che comunichi, che non puoi tenere per te, perché l’ amore, quello vero, è un migrante, esce, va in circolo, si diffonde, si vede, si dona. Rende bello e nuovo ciò che tocca, cambia i cuori. Tu hai scaldato il mio. Volevo ringraziarti per come hai saputo renderti vicino, presente con le tue parole e i tuoi scritti, che mi permettono di pensare a te come un caro amico, prezioso come un tesoro inestimabile. Con una semplicità meravigliosa sei riuscito a rendermi più vicino anche Gesù, riempiendo di significato la parola avvento e calandola nel quotidiano, perché ogni giorno sia un incontro con lui, presente sempre, proprio lì al mio fianco, soprattutto nella sofferenza, inchiodato, come amavi dire tu, dall’ altra parte della croce. Questa vicinanza, tua e Sua, è proprio il miracolo che compiono le tue parole, che hanno riempito i miei giorni di lode, grazia e riconoscenza. Spesso voliamo rasoterra o non voliamo affatto, ma tu ci inviti a non farci rubare la speranza, perché è in alto che siamo chiamati ad andare, è lì che ci aspettano. E proprio da lì, dove ora tu sei, continua a sorridermi e a pregare per tutti noi; ne abbiamo davvero tanto bisogno! Fa che ti possiamo assomigliare almeno un po’. Sono felice che tu ci sia e soprattutto di averti conosciuto. Ti mando un grande abbraccio”. M.

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