Perchè sei tu, Romeo?

Perchè sei tu, Romeo?

Se si pensa ad una storia d’ amore famosa, credo che alla maggior parte di noi venga in mente da subito la storia di Romeo e Giulietta, che in verità non è migliore di altre né in originalità, due adolescenti che si incontrano ad una festa, né in durata, una manciata di giorni, tanto meno nel finale, di certo non un “happy end”. Allora cosa la rende così speciale, immortale? Forse il fatto di raccontare in maniera sublime di un amore che oltrepassa barriere, che non conosce ostacoli, che porta alla morte, ma non muore? Di questa storia si narra da secoli, già molto prima di Shakespeare, nella letteratura, nel teatro, nella musica, nella danza, poi col tempo anche nel cinema, nel musical, addirittura nella narrativa per bambini e nei fumetti. Una storia che, soprattutto se sei nato nelle province di Brescia o Verona,  fa parte di te, ma che non conosci mai abbastanza. Abbiamo pensato allora di riprenderla in mano, questa storia, “con le risorse del nostro mestiere”, ripercorrendola attraverso alcuni dei passi più significativi del testo e accompagnati dalle note più famose che attorno a questa vicenda sono state composte nei secoli, da compositori illustri quali Bellini, Gounod, Prokofiev e altri più vicini ai nostri giorni. voce recitante –  Laura Gambarin violoncello – Chiara Piazza tromba –  Roberto Rigo pianoforte –  Gianluigi La...

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Francesco chino sulla culla del mondo

Francesco chino sulla culla del mondo

Forse non era il caso di fare un altro spettacolo su S. Francesco d’Assisi, forse è addirittura fuori luogo costruire l’ennesima impalcatura spettacolare su di lui… forse… O forse è ancora il caso di parlare di lui, con lui, per poi fare silenzio e sentire vibrare, dopo 800 anni, un linguaggio anche più moderno del nostro. Può essere che valga la pena di stare ad ascoltare ancora una volta la sua storia meravigliosa, perché la sua è una gioia che non passa mai di moda, una coerenza che ci fa invidia, un canto che viene dritto dalla terra, ma il suo volto, deposta l’aureola, ha un’umanità che ci sgomenta, ci riporta a noi, ai nostri dubbi, agli slanci verso Dio e alle cadute. Ho camminato accanto a lui per un po’ e le mie domande si sono fatte schiette e personali e hanno dato luogo ad un monologo teatrale intitolato “Francesco, chino sulla culla del mondo”. Il monologo diventa dialogo quando a rispondere è la sua storia e la sua testimonianza di uomo libero e vero rivoluzionario che amava definirsi “madre” dei suoi fratelli. Con quella stessa amorevolezza di madre si è chinato verso il mondo intero, un mondo fatto di uomini-bambini, impreparati a vivere, deboli di fronte alla forza devastante della vita. Poi l’incontro con l’altissima poesia della Merini, una folgorazione! Mi piace pensare che, come all’inizio con Chiara, Francesco continui a parlare alle donne, che imparano da lui quella tenerezza testarda che ama incondizionatamente fino alla morte e non sa accettare...

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