Il volto bello della Bibbia

Il volto bello della Bibbia

Epistolario teatrale e musicale dal libro di Don Tonino Bello “Ad Abramo e alla sua discendenza” L’ espediente non è nuovo. Quello di ricorrere alla finzione epistolare per mettersi in contatto con i personaggi della storia. Forse, però, è la prima volta che si scrive ai personaggi della Bibbia e per giunta del Vecchio Testamento, allo scopo di leggere, attraverso vicende lontane, il senso di certi avvenimenti vicini e, conversando familiarmente con loro, cercare di interpretare alcuni tra i nodi più cruciali della nostra civiltà contemporanea. Questa carrellata di storie universali e umanissime si prefigge in sostanza un solo scopo: promuovere la tenerezza. Alcuni tra i temi più cari a don Tonino Bello, la pace, la libertà, l’ umiltà, il servizio, la fede, il perdono, legati insieme dal filo della tenerezza. Lo spettatore si troverà a chiedersi se si tratta di esegesi della Bibbia attraverso la vita, o piuttosto esegesi della vita attraverso la Bibbia. E forse verrà anche il dubbio che queste lettere siano state imbucate dal passato per arrivare giusto al cuore di ciascuno di noi. Lo scritto si fa voce recitata per rendere, se fosse possibile, ancora più confidenziale e schietto il tono di queste lettere, condendo la prosa altissima dell’ autore con canzoni e brani musicali tra i più amati da Don...

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Francesco chino sulla culla del mondo

Francesco chino sulla culla del mondo

Forse non era il caso di fare un altro spettacolo su S. Francesco d’Assisi, forse è addirittura fuori luogo costruire l’ennesima impalcatura spettacolare su di lui… forse… O forse è ancora il caso di parlare di lui, con lui, per poi fare silenzio e sentire vibrare, dopo 800 anni, un linguaggio anche più moderno del nostro. Può essere che valga la pena di stare ad ascoltare ancora una volta la sua storia meravigliosa, perché la sua è una gioia che non passa mai di moda, una coerenza che ci fa invidia, un canto che viene dritto dalla terra, ma il suo volto, deposta l’aureola, ha un’umanità che ci sgomenta, ci riporta a noi, ai nostri dubbi, agli slanci verso Dio e alle cadute. Ho camminato accanto a lui per un po’ e le mie domande si sono fatte schiette e personali e hanno dato luogo ad un monologo teatrale intitolato “Francesco, chino sulla culla del mondo”. Il monologo diventa dialogo quando a rispondere è la sua storia e la sua testimonianza di uomo libero e vero rivoluzionario che amava definirsi “madre” dei suoi fratelli. Con quella stessa amorevolezza di madre si è chinato verso il mondo intero, un mondo fatto di uomini-bambini, impreparati a vivere, deboli di fronte alla forza devastante della vita. Poi l’incontro con l’altissima poesia della Merini, una folgorazione! Mi piace pensare che, come all’inizio con Chiara, Francesco continui a parlare alle donne, che imparano da lui quella tenerezza testarda che ama incondizionatamente fino alla morte e non sa accettare...

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